persona spaventata, sfondo bianco

La paura del fallimento: blocchi e strategie per superarla

Sbagliando si impara

In una società della prestazione come quella in cui viviamo, caratterizzata da un elevato grado di competitività sociale, il fallimento è spesso vissuto come un’evenienza da evitare a tutti i costi (Chicci, & Simone, 2017). Tuttavia, per quanti sforzi si possano compiere, il fallimento non solo non è evitabile ma costituisce anche una parte essenziale del percorso di apprendimento e di crescita individuale. Qualcuno sicuramente ti avrà detto almeno una volta nella vita “sbagliando si impara”. Tutti noi nasciamo con una forte spinta a imparare cose nuove. Da bambini abbiamo acquisito abilità complesse come camminare e parlare, senza preoccuparci troppo degli errori. I bambini cadono, si rialzano e ci riprovano.

Questo atteggiamento è naturale e universale, però, con il tempo può venire offuscato. Perché lasciamo che la paura di sbagliare ci blocchi?

Le sfide della vita ci mettono alla prova proprio perché comportano il rischio di sbagliare. Per affrontare nuove sfide con successo, è importante sviluppare alcune abilità chiave: imparare a tollerare l’incertezza quando non abbiamo tutte le risposte, riflettere sugli errori per capire come migliorare e accettare i consigli degli altri con apertura. Queste capacità ci aiutano a imparare, adattarci e diventare più resilienti di fronte alle difficoltà.

Dunque, più che il fallimento in sé, ciò che conta è il nostro atteggiamento verso di esso. Le convinzioni sulle nostre abilità e capacità giocano un ruolo cruciale. Esse influenzano profondamente la motivazione e l’investimento nell’affrontare sfide nuove e il modo in cui gestiamo i fallimenti. Gli studi condotti dalla psicologa statunitense Carol Dweck (2024) mostrano che le persone possono essere guidate da differenti convinzioni o “mindset” riguardo alle proprie capacità personali.

Il “mindset” statico

Chi possiede un mindset statico considera le qualità e le capacità umane come tratti immutabili, profondamente radicati, ritenendo, a esempio, il talento o l’intelligenza come qualcosa che si eredita e che non può essere sviluppato con il tempo e l’impegno.

Un modo di pensare del mindset statico è “O sei intelligente o non lo sei, e il fallimento significa che non lo sei”. In questa prospettiva, situazioni particolarmente sfidanti, come sostenere un esame universitario o imparare a suonare uno strumento, vengono considerati come situazioni nelle quali la persona dà prova del proprio valore. Che piacere può esserci nell’imparare se ogni compito o sfida diventa un giudizio sul nostro valore? O, ancora peggio, se partiamo già convinti che l’esito sia scritto in base a quanto ci riteniamo capaci?

Questo tipo di approccio porta dunque le persone a temere le sfide, ad avere paura di non essere abbastanza brave, competenti e capaci (“Ce la farò oppure fallirò?” “Farò la figura di quello intelligente o di uno stupido?” “Verrò accettato o rifiutato?”) e a concentrarsi solo sul risultato, anziché sul processo di apprendimento. Ogni errore diventa un giudizio su sé stessi (“sono incapace”, “sono un fallimento”, “sono una delusione”), causando insicurezza e bassa autostima.

Il vero problema di questo modo di pensare è che non aiuta a superare i fallimenti. Se ogni errore viene visto come la prova di non essere abbastanza bravi o intelligenti, diventa facile pensare: “Se non sono capace, perché provarci?”. Questo porta a perdere la motivazione, a evitare nuove sfide e a restare sempre nella propria zona di comfort, senza possibilità di crescita. Se crediamo che le nostre capacità siano fisse e immutabili, il fallimento non diventa un’opportunità per migliorare, ma una conferma dei nostri limiti.

Il “mindset” dinamico

Chi possiede un mindset dinamico crede invece che le qualità e le capacità possano essere coltivate attraverso l’impegno, l’esperienza e la pratica costante. Questo tipo di prospettiva promuove un atteggiamento proattivo e di crescita e stimola una passione per l’apprendimento.

Le sfide, anziché essere evitate, vengono accolte con entusiasmo e curiosità, poiché rappresentano occasioni per espandere le proprie competenze. Invece di cercare di nascondere i propri limiti, le persone con un mindset dinamico lavorano per superarli. Alla base di questo tipo di mindset vi è la convinzione che le persone non siano i propri limiti. Al contrario, avere dei limiti è il tratto distintivo di un essere in costante evoluzione. Questo modo di pensare promuove la costanza e l’impegno nel perseguire i propri obiettivi, anche (o soprattutto) quando le cose vanno male. Il successo significa crescere, mentre il fallimento, sebbene rimanga un’esperienza dolorosa, diventa un problema da affrontare e da cui imparare.

Il fallimento, quindi, smette di essere un’etichetta (“sono un fallito”) e diventa semplicemente un’esperienza temporanea (“ho fallito”). Questo piccolo ma fondamentale cambiamento di prospettiva aiuta a sviluppare resilienza e a trasformare anche le difficoltà in occasioni di crescita.

Le sfide (e le carte) della vita

In fondo, il nostro mindset è fatto di credenze. Sono forti, sì, ma non immutabili. Riconoscere quale mindset stiamo utilizzando può aiutarci a cambiare approccio verso le sfide della vita.

Una metafora utilizzata da Marsha Lineahn (2021) può aiutare a comprendere come funzionano questi due mindset. Immaginate di essere a una partita a carte. A tutti i giocatori vengono distribuite delle carte. Uno di loro guarda le proprie, non le trova abbastanza buone e le butta dicendo: “Non mi piacciono, voglio delle carte diverse!”. Ma il gioco non funziona così. Non si può scegliere quali carte ricevere, ma si può decidere come giocarle. Chi ha un mindset statico si comporta proprio come quel giocatore: di fronte alle difficoltà, invece di provare a sfruttare al meglio ciò che ha, si arrende, convinto che senza le “carte giuste” non valga nemmeno la pena provarci. Al contrario, chi ha un mindset dinamico sa che il successo non dipende solo dalle carte iniziali, ma da come le si gioca. Anche con una mano sfavorevole, sceglie di impegnarsi, migliorare le proprie strategie e giocare fino in fondo. La vera vittoria, alla fine, sta proprio nel non smettere mai di mettersi in gioco.

Quindi, mentre leggi, chiediti: quali obiettivi vuoi raggiungere? E quale mentalità ti aiuterà davvero ad arrivarci?

Risorse

Libri

Dweck, C. (2024). Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo. FrancoAngeli.

Curran, T. (2024). Elogio dell’imperfezione. Come vivere sereni senza essere perfetti. Einaudi.

Carofiglio, G. (2024). Elogio dell’ignoranza e dell’errore. Einaudi.

Podcast

Amare parole di Vera Gheno. Ep. 44 – Sul fallimento, e sulla possibilità di un cambio di tempo verbale. https://open.spotify.com/episode/56e3BSbOXzGmIe6i8FQT8c?si=04fb19b65ecc409a

Paura di Fallire? Riconoscerla e trasformarla in forza. Ep. 161. Psicologia e benessere. Il Podcast di Guida Psicologi. https://open.spotify.com/episode/4IKW8kqB354aDKuBlWoAbK?si=e28f12a045074608

Video

Pause di Compassione – Compassion e Tribunali Interni. https://www.youtube.com/watch?v=QJR0bSAjmc0

La Scienza della Compassione – Auto-rassicurazione o auto-stima? https://www.youtube.com/watch?v=0rjgmeSvwO4

Tracce audio

Meditazioni guidate. Fare amicizia con l’ostacolo (Phap Bieu) – 20 aprile. https://www.italiamindfulness.it/meditazioni-guidate/

Guide di auto-aiuto

Pensieri negativi. https://viveremeglio.enpap.it/wp-content/uploads/2022/09/enpap-pensieri-negativi-mobile-1.pdf

Bibliografia

Chicci, F., Simone, A. (2017). La società della prestazione. Futura Editrice.

Dweck, C. (2024). Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo. FrancoAngeli.

Linehan, M. (2021). Una vita degna di essere vissuta. Raffaello Cortina Editore.