All’inseguimento dell’impossibile
Probabilmente sarà capitato a tutti noi di conoscere persone che si definiscono “perfezioniste” o di utilizzare questo termine per definire noi stessi. Nel linguaggio comune solitamente il termine “perfezionista” viene utilizzato per descrivere persone particolarmente scrupolose, meticolose e zelanti, che svolgono con coscienza e sollecitudine i propri doveri. Tuttavia, il rigore e il perseguimento di standard di eccellenza non sono necessariamente sintomi di perfezionismo.
Che cosa differenzia, dunque, il perfezionismo da un sano desiderio di migliorarsi? Il perfezionista non è semplicemente una persona ambiziosa, ma un individuo motivato dal raggiungimento di standard irrealisticamente elevati. Se si accetta l’assunto per cui nessuno è o può essere perfetto, si può dire che queste persone sono motivate a perseguire l’impossibile e credono che avvicinarsi alla perfezione possa in qualche modo migliorare le loro vite. Più spesso accade che la tendenza a porsi standard irrealistici renda la vita un vero tormento anche laddove la persona consegua obiettivi di successo (Hewitt et al., 2020; Frost et al., 1990).
Il timore del fallimento
Gli individui perfezionisti, infatti, tendono a mettere in atto sforzi eccessivi per il raggiungimento dei loro obiettivi, per esempio, in ambito accademico o lavorativo, e tendono a valutare sé stessi in modo eccessivamente critico e severo qualora ciò non si verifichi. In altri casi, invece, gli obiettivi sembrano alla persona così difficili da raggiungere da spingerla a procrastinare l’inizio delle attività necessarie oppure a evitare del tutto di confrontarsi con esse (Newendorp, 2019).
Per esempio, uno studente chiamato a preparare una tesina per il superamento di un esame universitario potrebbe impiegare più ore del necessario per il reperimento delle fonti, guidato da un criterio di completezza ed esaustività; oppure leggere così tante fonti da sentirsi confuso e non in grado di sviluppare una linea argomentativa; essere attanagliato da continui dubbi sul modo migliore di procedere o sulla qualità del proprio lavoro; o ancora procedere con estrema lentezza per evitare di commettere errori. Potrebbe anche procrastinare a lungo l’inizio delle attività perché spaventato dal confronto con il compito oppure non essere in grado di consegnare l’elaborato entro le scadenze prestabilite.
La soddisfazione irraggiungibile
Come si evince da questo esempio, le persone perfezioniste sono eccessivamente preoccupate della possibilità di sbagliare e di commettere errori, sono fortemente motivate a evitare l’eventualità di un fallimento e tendono a far dipendere la propria autostima dal raggiungimento della perfezione (Camporese et al.,2012).
Anche laddove il perfezionismo non comprometta la prestazione ma conduca al successo, queste persone spesso non riescono a provare soddisfazione o a godere dei risultati raggiunti, perché l’attenzione viene posta su ciò che si sarebbe potuto fare meglio oppure perché si inizia a temere di non riuscire a essere all’altezza dell’aspettativa che la persona ha creato negli altri.
Infatti, le persone perfezioniste spesso ritengono che gli altri abbiano aspettative elevate nei loro confronti e credono che, se tali aspettative fossero disattese, sarebbero valutate negativamente da loro. Molti dei comportamenti messi in atto dai perfezionisti sono alimentati dalla credenza che il raggiungimento della perfezione li condurrà a ottenere riconoscimento, stima, accettazione e rispetto oppure permetterà loro di evitare esiti negativi, come il rifiuto, la vergogna e l’umiliazione.
Le esperienze familiari
La vulnerabilità a sviluppare il perfezionismo spesso trae origine da esperienze ripetute con genitori che hanno aspettative eccessivamente elevate nei confronti dei figli e che mostrano comportamenti punitivi o di critica quando non si dimostrano alla loro altezza (Frost et al., 1990). Proprio nel tentativo di ottenere accettazione e stima o di evitare il rifiuto, nelle relazioni con gli altri le persone perfezioniste spesso cercano di nascondere a tutti i costi le proprie imperfezioni, evitando di raccontare aspetti di sé oppure vissuti emotivi che temono possano essere giudicati negativamente, oppure tentano di impressionare gli altri promuovendo un’immagine perfetta di sé. Questi comportamenti, tuttavia, sebbene messi in atto nel tentativo di prevenire esiti temuti, finiscono per ostacolare la possibilità di stabilire relazioni intime e genuine (Hewitt et al., 2020).
Il perfezionismo riveste un ruolo di rilievo nell’eziologia, nel decorso e nel mantenimento di alcuni problemi psicologici, quali depressione, disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi del comportamento alimentare (Sassaroli et al., 2008; Egan et al., 2011). Affrontare il perfezionismo è, dunque, di fondamentale importanza per una vita più equilibrata.
Risorse
Libri
Curran, T. (2024). Elogio dell’imperfezione. Come vivere sereni senza essere perfetti. Giulio Einaudi Editore.
Newendorp, T. (2019). Perfezionismo. Strategie per interrompere la procrastinazione, accettare se stessi e raggiungere i propri obiettivi. Live Edizioni.
Camporese, L., Sartirana, M., Dalle Grave, R. (2012). Vincere il Perfezionismo. Un programma basato sulla terapia cognitivo comportamentale. Positive Press.
Articoli
Vincere il perfezionismo (2012) di Camporese, Sartirana e Dalle Grave – Riflessioni sul tema a partire dal manuale. State of Mind. https://www.stateofmind.it/2020/02/vincere-perfezionismo-recensione/
Come superare il perfezionismo. State of Mind. https://www.stateofmind.it/2023/08/superare-perfezionismo/
Giovani perfezionisti in trappola. State of Mind. https://www.stateofmind.it/2024/09/giovani-perfezionismo/
Video
Ted Talk. Our dangerous obsession with perfectionism is getting worse | Thomas Curran. https://www.youtube.com/watch?v=lFG1b1-EsW8&ab_channel=TED
Pause di Compassione – Dialogo Interno e Perfezionismo. https://www.youtube.com/watch?v=27G3CvGfT5M&ab_channel=CompassionateMindItalia
Podcast
State of Mind. Ciclo Webinar- “Nessuno è perfetto: come affrontare il perfezionismo e la procrastinazione”. https://open.spotify.com/episode/2WINrTXcm89zmskktXVhPz?si=0d04abd239c646b3
Mindful Self-Compassion: come smettere di essere troppo critici con se stessi. Ep. 61. Psicologia e Benessere. Il Podcast di Guida Psicologi. https://open.spotify.com/episode/4AfbboTl5cn30TaWMZtr89?si=30459392158344ba
Bibliografia
Camporese, L., Sartirana, M., Dalle Grave, R. (2012). Vincere il Perfezionismo. Un programma basato sulla terapia cognitivo comportamentale. Positive Press.
Egan, S. J., Wade, T. D., & Shafran, R. (2011). Perfectionism as a transdiagnostic process: A clinical review. Clinical Psychology Review, 31(2), 203–212. https://doi.org/10.1016/j.cpr.2010.04.009
Frost, R. O., Marten, P., Lahart, C., & Rosenblate, R. (1990). The dimensions of perfectionism. Cognitive Therapy and Research, 14(5), 449–468. https://doi.org/10.1007/BF01172967
Hewitt, P. L., Flett, G. L., Mikail, S. F., (2020). Perfezionismo. Un approccio relazionale alla comprensione, alla valutazione e al trattamento. Fioriti Editore.
Newendorp, T. (2019). Perfezionismo. Strategie per interrompere la procrastinazione, accettare se stessi e raggiungere i propri obiettivi. Live Edizioni.
Sassaroli, S., Lauro, L. J. R., Ruggiero, G. M., Mauri, M. C., Vinai, P., & Frost, R. (2008). Perfectionism in depression, obsessive-compulsive disorder and eating disorders. Behaviour Research and Therapy, 46(6), 757–765. https://doi.org/10.1016/j.brat.2008.02.007

